Alcune volte

Alcune volte l’inverno dura così a lungo che dimentichi quanto possa essere piacevole una doccia fredda

Se…

Se avessi il tuo numero di telefono stasera ti chiamerei.
Non perchè sono triste e ho bisogno di sentire che le mie giornate hanno un senso o una direzione, ma solo perchè saresti la degna conclusione di una giornata che, se fossero tutte così, beh… potrei anche essere felice.
Se avessi il tuo numero di telefono ti chiamere e direi come stai? Io bene. E sarebbe vero.
Se avessi il tuo numero di telefono stasera ti chiamarei, anche solo per dirti che sì, voglio vedere come va a finire. E se va male pazienza. Avrei comunque te e il ricordo di un tempo in cui non ho avuto paura, ma sono stata, finalmente, dopo tanto tempo, Io.

Miti e leggende

Non ho mai creduto a quella cosa che ti rendi conto di quanto sono importanti le persone solo quando non ci sono più.

Credo che quando una persona se ne va,  capisci che puoi stare bene anche senza. Che non muori se non c’è più.

Credo che in un modo o nell’altro sopravvivi. Che puoi essere ancora felice.

A questo credo.

Crystal Ball

I don’t where I am
And I don’t really care
I look myself in eye
There’s no one there

Quando anni fa ho aperto questo posto ho cominciato a riversarci dentro tutto quello che sapevo, tutte le certezze che avevo su di me o sul mondo che mi passava davanti tutti i giorni, ma che non potevo dire ad alta voce.

Ho sempre pensato che non si può conoscere una persona per intero. Tutto quello che sappiamo, di noi stessi e degli altri, lo conosciamo perché abbiamo messo insieme delle etichette. E più etichette riusciamo a mettere insieme, più ci conosciamo.

Io su di me avevo raccolto una marea di etichette: “Sono brava in cucina”; “a volte sono capricciosa come una bambina, ma adoro trovare qualcuno che mi accontenti”; “adoro il vino bianco” erano alcune delle etichette con cui mi piaceva descrivermi, al mondo e a me stessa.

Ecco, quando ho aperto questo posto avevo tutte quelle etichette sotto mano, vivevo con tutte le mie certezze, avevo tutte le risposte. Conservavo ogni verità in tasca.

Che nell’ultimo anno io sia cambiata è decisamente un fatto, tra l’altro scontato non solo per me, ma per qualunque essere umano. È che alcune etichette che pensavo fossero sparite, sono tornate. “Non perdono chi mi fa un torto per niente al mondo” è una di queste, per esempio. Altre etichette ancora, invece, non le trovo più: “Mi fido delle persone di cui ho scelto di circondarmi” e “lotto per le cose in cui credo”. Forse perché non credo più a nulla, neanche in me stessa a volte.

Ma il problema non è neanche questa cosa che le etichette si sono perse. Il problema vero è che non mi importa, che non voglio scavare, cercarmi, sapere cosa sono.

E non voglio più preoccuparmi sempre di fare la cosa giusta, non mi interessa dire la verità, non mi importa della coerenza, non mi importa dell’onestà verso me stessa e verso gli altri. Quello che voglio è godere della superficie.

Voglio solo stare così, come quando guardi il mare e ti dà pace l’illusione che sia sereno, mentre fingi di non sapere che sotto la superficie si nasconde l’abisso che non dà scampo.

Immagine di ilopezyou

Assenze

Ho detto “Hey tu” al mio vicino di casa. Ho fantasticato su un passante che aveva lo stesso profumo che mettevi tu. Ho preparato caffè bollente a tutte le persone che sono venute a trovarmi. Ho riso quando qualcuno mi ha chiamata come facevi tu. Ho ascoltato tutte le canzoni che andavano mentre eravamo insieme e ho ballato fino ad essere così stanca da addormentarmi. Ho bevuto la nostra birra con mille amici.

Hai lasciato solo vuoti, tutto quello che devo fare è riempirli.