Diversamente religioso

Bambino, durante l’attività pomeridiana di arte e immagine:

“A me piace colorare. Durante la scuola dell’infanzia però non mi piaceva, ma perchè mi facevano sempre colorare Gesù”

Diversamente buonanotte

Ieri notte ho dormito con un peluche. Me l’ha messo nel letto mia cugina che ha quattro anni. “Sembra una balena, ma è solo un pesce molto grosso”, m’ha detto.

Diversamente fisica

Era una serata di maggio, molto calda, come sempre succedeva dalle mie parti.

Io ero molto piccola e mi ricordo che a scuola mi avevano appena spiegato la differenza di peso tra aria calda ed aria fredda. Mio padre, operaio da una vita -come sempre succedeva dalle mie parti- entrò in camera per accendere il ventilatore e io allora lo guardai e, illuminata da un lampo di genio, gli dissi: “Papi, l’aria fresca è più pesante dell’aria calda quindi metti il ventilatore in alto così si sta più freschi”. Lui mi diede retta, come sempre succedeva dalle mie parti, quella sera di un maggio troppo caldo.

La mattina mi svegliai con la tosse. Lui non disse niente, come sempre succedeva dalle mie parti, ma secondo me pensò, per un attimo, che mandarmi a scuola era veramente un grande spreco.

Strade

Qualche settimana fa ero in treno e nel mio stesso vagone c’erano quattro ragazzi che stavano partendo per una vacanza. Facevano una confusione assurda, si raccontavano di come sarebbe stato bello, delle cose che avrebbero potuto vedere e fare, di quanto si sarebbero divertiti. Io l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era che avrei voluto essere lì, al loro ritorno, per sapere se davvero il loro viaggio era stato così come l’avevano immaginato o se ne erano rimasti delusi.

E’ più o meno la stessa cosa che mi succede l’ultimo giorno di lavoro in una scuola in cui so che non tornerò più.

Oggi ho salutato la classe di P. Lo so che non è corretto, ma lui quest’anno è stato il mio preferito. Non mi capita spesso, di avere un marmocchio che mi piace più degli altri, ma quest’anno si.

P. è un bambino triste, già a sei anni. Inquieto, quasi solo.

Andando via mi sono chiesta se tra qualche anno riuscirà ad avere le attenzioni che desidera, se riuscirà a crescere sereno, felice. Se riuscirà ad essere forte. Se riuscirà a sopravvivere.

Andando via oggi mi sono chiesta se la Vita, invece, riuscirà a vincere con lui. Se lo lascerà così. Triste e infelice.

Andando via, oggi, mi sono detta che la parte peggiore di questo lavoro è dare e non sapere mai se è abbastanza.

Miti vari

Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano dei. Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma – signore degli dei – decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo. Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio. Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente: “seppelliamo la divinità dell’uomo nella Terra”. Brahma tuttavia rispose: “No, non basta. Perché l’uomo scaverà e la ritroverà”. Gli dei, allora, replicarono: “In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani”. E di nuovo Brahma rispose: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie”. Gli dei minori conclusero allora: “Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere – sulla terra o in mare – luogo alcuno che l’uomo non possa una volta raggiungere”. E fu così che Brahma disse: “Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.
A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l’uomo ha compiuto più volte il giro della terra, ha esplorato, scalato montagne, scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui.