Essere John Fante

Khenzo

Essere John Fante. Bisbigliare parole al pavimento. Avere una vita non più lunga di due righe. Scrivere esattamente ciò che si pensa, o pensare esattamente ciò che si scrive, in modo sublime, scientificamente, non una parola fuori posto. Costruire un personaggio con la precisione di un orologiaio svizzero. Imbastire metafore come se reggessero da sole il mondo. Essere Arturo Bandini. Il miglior scrittore del mondo, quello de Il cagnolino rise, un perdente patentato, uno scialacquatore di denari, un amante incapace, un essere generoso, altruista, fannullone, fanfarone.

Venire prima del bee boop, essere il bee boop, il free jazzDizzy Gillespie, un padre fondatore, uno che si fa amare da Charles Bukowski. Ce ne vuole per essere amati da Charles Bukowski, a patto di non essere un/quarto di whisky e tre/quarti di Seven Up. O una bella donna. Una donna facile. Più di una notte di seguito. Al mattino, soprattutto.

Ecco che non si sentono più le lancette del pendolo. Ecco che i periodi si accorciano. Ecco lo spirito di Fante/Bandini bussare alla porta. Ma gli spiriti, quelli veri, non bussano. Entrano e basta. Ecco, che tutto tace.

10 consigli per avere un blog di successo: svolgimento.

Il caro e più volte citato Rick PocaCola mette la sua più che quinquennale esperienza (6 anni di blog, festeggiati giusto un paio di giorni fa) al servizio di noi piccoli e inesperti blogger, al fine di rendere i nostri spazi molto più interessanti e frequentati. Il caro Rick da a tutti 10 consigli. Studiamoli insieme e vediamo come è messo il mio blog:

1- Focalizzare l’obiettivo del vostro blog: Rick suggerisce di pensare ad un determinato tipo di lettore e di occuparsi degli argomenti che potrebbero interessargli. Io, purtroppo, blogger alle prime armi, ho fatto esattamente il contrario. Perché è chiarissimo, già dal titolo, quello di cui parla il mio blog. L’obiettivo principale sono io, i miei pensieri, le cose che scrivo, le cose che sento, le cose che leggo. Tuttavia, riuscite forse a trovare un argomento più interessante di questo?

2- La sturttura del post: il maestro dice che il post deve avere un’introduzione, uno svolgimento e una chiosa. Su questo ci siamo, la maggior parte dei miei post è organizzata così. A volte mi concedo un po’ di libertà, questo è vero, ma in genere mi mantengo dentro il seminato. I problemi seri arrivano quando Mr. Pocacola scrive  “evitate di dare del “tu” al lettore perché non siamo in un confessionale”. Professore mi scusi, io non ce la faccio. Io quando scrivo lo vedo già il mio lettore che apre la mia paginetta e si mette a leggere. E allora penso che ad un certo punto si distrae perché in tv danno una pubblicità simpatica oppure sbircia sulla pagina di friendfeed. E allora non posso non richiamarlo all’ordine, all’attenzione e dirgli “hey tu, sto parlando proprio con te, ci sei??”. E loro poi continuano a leggermi. Ancora Rick scrive:  “se proprio avete scritto una cazzata clamorosa, difendetela strenuamente anche se nei commenti vi stanno massacrando”. Mettiamo le cose in chiaro, caro Poca (posso chiamarti Poca?), io non scrivo cazzate, ma nel caso remotissimo -trapassato aggiungerei- che ciò dovesse accadere, puoi star pur certo che mi difenderò con le unghie e con i denti (e poi non sono una santa).

3- La gestione dei commenti: Devo ammettere che non ho mai avuto un troll, né tanto meno un maleducato. Forse è questa la prima cosa da cui si capisce che non sono una blogger di successo. Comunque prometto di impegnarmi, ecco… magari mi scelgo una blogstar, ne parlo un po’ male, la prendo un po’ in giro. Ce l’avranno qualche fan tutti ‘sti vips della blogosfera, no?

4- Post politici: l’unico post politico mai scritto su un blog titolato SimplyGiulia era quello in cui mi candidavo a moglie di Piersilvio, quindi penso che possiamo passare oltre.

5- Cosa piace ai lettori: il buon Rick predica male ma razzola bene. Lui non lo scrive ma lo sa benissimo che ai nostri cari lettori, ancora più che la prima fesseria che ci passa per la testa interessa la Figurina Illustrata (di una) Graziosa Adolescente.

6- Blog di nicchia e popolare: ecco, appunto.

7- Gli scambi di link: io qui parto già male. Non ho il blogroll, ma vi confesso che proposte di scambio (di link) sono state fatte anche a me. Ovviamente non ho accettato perché mai nessuno mi ha promesso soppressate, non ancora almeno. Siete sempre in tempo, però…

8- Vostra madre: non so quella di Rick, ma la mia dovrebbe prima imparare ad accendere un computer!

9- Le classifiche dei blog: toccare questo argomento per un blogger è delicato quanto recuperare con le mani uno spillo, caduto in un acquario pieno zeppo di piranha. Io posso solo dire che non sono iscritta a Bolgbabel, ma dato che ne stiamo parlando possiamo fare un esperimento: io mi ci iscrivo, voi mi linkate -tutti- e vediamo se divento più famosa di Beppe.

10- Il blocco dello scrittore: Io??? Ma se scrivo tre post al giorno!!

Vanità

Son giorni strani, questi. Arriva l’estate (da questo blog ancora non l’avevamo salutata, fate ciao ciao con la manina), il lavoro è praticamente agli sgoccioli e lo studio, invece, stenta ad ingranare (ma non ci preoccupiamo, da queste parti siamo fiduciosi…). Non ci facciamo certo mancare lo svago, gli incontri 2.0 e non. Tra tutte queste cose è arrivata anche una piccola soddisfazione, una vanità (come c’è scritto nel titolo del post). Sto parlando dell’intervista del signor Pizzi (oddio, signor… in verità è poco più che un ragazzino). 

Insomma, alla fine il succo è: correte a di là a sbirciare, fate i bravi lettori e non fatemi fare cattiva figura! :D

Credo che dovrei scusarmi per l’uso eccessivo di parentesi, non è mia abitudine ma stamattina proprio non riesco a farne a meno.