Chiudere gli occhi e…

… svegliarsi domani mattina e non ricordarmi nemmeno il mio nome. Sapere soltanto che è venerdì’. Uscire. Trovarmi per caso un lavoro da fioraia o meglio ancora da edicolante. Essere gentile. Sorridere. Chiacchierare. Ascoltare. Essere socievole e fidarmi. Finalmente fidarmi.

Parliamone…

Voi non ci crederete, ma proprio l’altro giorno leggevo di un nuovo programma che va  in onda in Gran Bretagna. Loro sono molto avanti, questo lo sappiamo tutti. Sono sempre stati all’avanguardia a cominciare dalla rivoluzione industriale fino ad arrivare ai Beatles e a Mr Bean.

Questa volta hanno avuto quella che secondo me può essere definita una genialata, soprattutto se non devi provarla sulla tua pelle. Stiamo parlando di un reality davvero molto, ma molto particolare.

Channel4 ha rinchiuso in una casa, per due settimane, dei marmocchi. Avete capito bene, dei marmocchi, dei bambini. Per la precisione hanno utilizzato due case per chiudere dieci maschietti e dieci femminucce tra gli otto e i dodici anni. Monitorati dai genitori, questo è vero, ma sempre da soli. Lo scopo del programma, secondo gli autori, è quello di far provare alle creature cosa vuol dire vivere da adulti (voi pensavate fossero i soldi e la pubblicità e invece… che persone di poca fede!). Ma tornando a noi, o meglio a questi bambini, ‘sti poveracci devono quindi cucinarsi da soli, lavarsi, pulire…

Adesso, a parte gli scherzi, secondo me è molto istruttivo, non per la crescita dei bambini, si intende, ma a mio parere, aiuta a capire dove si ferma la parte “biologica” e dove e quanto influiscono  i condizionamenti ambientali. Facciamo un esempio. Come nei più normali reality ai partecipanti è concesso un budget da spendere a piacimento. La cosa impressionante, che davvero fa pensare è che  “mentre i bambini lo spendono in indispensabili cinture da wrestling e soldatini del dr Who (non chiedetemi chi sia, non lo so!), sopravvivendo con povere razioni, le bambine sperperano i loro soldi riempiendo tre carrelli con un enorme quantità di cibo”. A voi le dovute conclusioni. Io posso solo dire che mi sentirò molto meno in colpa tutte le volte che infrangerò la dieta mangiando un dolce al cioccolato.

E poi c’è dell’altro. Si, perchè questo in programma non manca niente, nemmeno la lotta di classe. Ancora è possibile leggere “Ade e Charley, che si sono proclamati leader delle due case, presto hanno imparato che il potere arriva con la sua controaprtita, come la rivoluzione che fermenta fra i loro sottoposti”. Qualcuno lo dica a Berlusconi, così almeno la smette di lamentarsi se Fini gli fa i dispetti.

Ma i marmocchi a quanto pare sono andati molto più in là, dopo solo due giorni i bambini hanno cominciato a discutere e uno ha tirato fuori un coltello, le bambine hanno devastato la casa e si sono accapigliate tra di loro, con le più grandi che hanno messo in atto episodi di bullismo ai danni delle piccole.

Che la razza umana non sia naturalmente buona???

Chiudo il post con il commento di un genitore italiano molto arrabbiato per per tutto ciò

che stupidata. mia figlia ha 7 anni ma non esisterebbe proprio che la farei partecipare a una stupidata del genere,se vuole fare esperienza ci sara la vita ad accontentarla.

Son soddisfazioni!

Il dittatore

Un punto piccoletto,

superbioso e iracondo

“dopo di me – gridava –

verrà la fine del mondo!”

Le parole protestarono:

“Ma che grilli hai pel capo?

Si crede un Punto-e-basta,

e non è che un Punto-e-a-capo”.

Tutto solo a mezza pagina

lo piantarono in asso,

e il mondo continuò

una riga più in basso.

Rodari

Che dire?

Il primo post, diciamocelo, è sempre un po’ imbarazzante. Tutta quella pagina bianca, lo stress del “chi scrive bene il primo post, scrive bene tutto il blog”. E ancora “il buonblogger si vede dal primo post”, oppure “chi abbandona il blog vecchio per quello nuovo…”. Non è mica semplice scrivere come si deve con questa massa di responsabilità sulle spalle. Giusto?
Per prima cosa, consentitemelo, vorrei salutare con le lacrime agli occhi il povero vecchio blog, che più e più volte ha dovuto sopportare i miei penosi lamenti. Se penso che non raggiungerà mai le 10.000 visite mi viene quasi da strapparmi i capelli… E poi vorrei abbracciare per l’ultima volta, tutte quelle fanstastiche chiavi di ricerca che mi hanno fatto compagnia in tutto questo tempo. Un saluto molto più che particolare va a “tira più un pelo di figa che un carro di buoi”, “scrivilo sui muri se, vorrai qualcuno un giorno accanto a te…”, “cosa fare se qualcuno mi tocca”, “perchè a volte è carino altre no” e molte altre ancora. Ecco, io… ehm… vorrei dire loro… che si, insomma… sono la mia più grande soddisfazione.
I lettori non mi mancheranno, perchè tanto mi seguiranno anche qui. E nel caso non lo facessero, credo sia giusto che sappiano che li prenderò a calci nel sedere. Sul serio e non virtualmente. So chi siete e dove trovarvi, quindi…
Che altro aggiungere? Non sto qui a spiegarvi come funziona questo posto nuovo. Scopriamolo insieme, ok?

Ah… ci sono da dire un paio di cose ancora. Un grazie particolare va ad Andreas, che (povero) ha dovuto sopportare me e il mio photoshop per tutto questo tempo, e vi assicuro che non è poco. Un altro “grazie assai” spetta alla socia, che ha disegnato il logo bellissimo che vedete qui sopra. Non per niente è un’artista seria…