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	<title>simplygiulia &#187; SimplyTg</title>
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		<title>Case</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 07:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mi riempii il bicchiere e uscii sulla veranda, mi sedetti sulla sedia a dondolo cigolante e accesi una sigaretta. Rapidamente fece buio. In fondo alla strada una madre uscì su una veranda e chiamò i figli per la cena. Il lampione all&#8217;angolo della strada si illuminò e un vecchio cane vi trotterellò sotto, avviandosi verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Mi riempii il bicchiere e uscii sulla veranda, mi sedetti sulla sedia a dondolo cigolante e accesi una sigaretta. Rapidamente fece buio. In fondo alla strada una madre uscì su una veranda e chiamò i figli per la cena. Il lampione all&#8217;angolo della strada si illuminò e un vecchio cane vi trotterellò sotto, avviandosi verso casa. Gli occhi bianchi dei televisori brillavano attraverso le finestre dall&#8217;altro lato della via, sugli schermi cowboy al galoppo, sparatorie che riecheggiavano nel crepuscolo di San Elmo. Una città abbandonata. Tutte le città della valle erano così, desolate, misteriosamente improbabili, delle enclave di esistenza umana, un popolo di romiti al di qua di brevi recinzioni e incosistenti muri e stucco, barricati contro l&#8217;oscurità, in attesa. Mi dondolai avanti e indietro e sentii una pena filtrarmi nelle ossa: mi faceva pena quella solitudine nella casa di mia madre e mio padre, di quei due anziani in attesa, a scandire il passare del tempo.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">John Fante, <em>&#8220;La confraternita dell&#8217;uva&#8221;</em></p>
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		<title>Colpa del caldo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 16:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seduta a mangiare grosse fette d&#8217;anguria con le mani. Musica di sottofondo (come in uno di quei bei film, hai presente?). Mente che va, lontano. Così lontano fino ad arrivare alle cose mai successe. E penso ai bivi sbagliati, ma *goccia d&#8217;anguria cade sul ginocchio* chi lo dice che sono sbagliati? E se il sentirmi nel posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Seduta a mangiare grosse fette d&#8217;anguria con le mani. Musica di sottofondo (come in uno di quei bei film, hai presente?). Mente che va, lontano. Così lontano fino ad arrivare alle cose mai successe. E penso ai bivi sbagliati, ma *goccia d&#8217;anguria cade sul ginocchio* chi lo dice che sono sbagliati? E se il sentirmi nel posto non giusto per me dipendesse solo dal rimpianto di non poter percorrere l&#8217;altra strada? Sguardi mai regalati, carezze *goccia cade dall&#8217;angolo della bocca* trattenute, parole non dette, brividi mai vissuti. Baci mai dati.</p>
<p style="text-align: justify;">*goccia cade lungo il braccio*</p>
<p style="text-align: justify;">Se fossi qui potresti leccarmele via.</p>
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		<title>Aprire gli occhi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono dei momenti in cui sono particolarmente felice e altri, invece, in cui mi risulta quasi impossibile persino respirare. Ecco capita, in quei momenti, che mi venga voglia di chimarti per dirti come sto. Per fartelo sapere. Ma poi realizzo, come se fosse la prima volta, che non posso farlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sono dei momenti in cui sono particolarmente felice e altri, invece, in cui mi risulta quasi impossibile persino respirare. Ecco capita, in quei momenti, che mi venga voglia di chimarti per dirti come sto. Per fartelo sapere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma poi realizzo, come se fosse la prima volta, che non posso farlo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Racconti eccellenti</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Cadaveri eccellenti” è un gioco collettivo che consiste nel creare un testo o un’immagine con la condizione particolare, però, che ogni partecipante ignori il contributo degli altri. Il nome del gioco deriva dalla prima frase creata in questo modo: “le cadavre exquis boira du nouveau vin” (”Il cadavere eccellente berrà il vino novello”) Il brano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cadaveri_eccellenti" target="_blank">Cadaveri eccellent</a>i” è un gioco collettivo che consiste nel creare un testo o un’immagine con la condizione particolare, però, che ogni partecipante ignori il contributo degli altri. Il nome del gioco deriva dalla prima frase creata in questo modo: “le cadavre exquis boira du nouveau vin” (”Il cadavere eccellente berrà il vino novello”)</p>
<p style="text-align: justify;">Il brano che segue è formato da quattro dei <a href="http://raccontidifficili.tumblr.com/" target="_blank">racconti difficili</a> scritti da Azael e scelti grazie all&#8217;indispensabile contributo del tastino random:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<a href="http://raccontidifficili.tumblr.com/post/431080636/il-vino-andato" target="_blank">La sera</a> che vide passare il tempo era una sera fredda e immobile. Il tempo passa solo sulle cose ferme, pensò, e alzò il culo dallo sgabello per pagare il vino andato. <a href="http://raccontidifficili.tumblr.com/post/432254617/avrebbe-avuto">Occhi</a>, sguardo di rami secchi. “Oggi mio figlio avrebbe avuto la mia età”.  <a href="http://raccontidifficili.tumblr.com/post/590135908/di-una-quercia-antica">Scappò fortissimo</a>, con il cuore a tracolla, e si accasciò sotto all’ombra umida di una quercia antica, ansimò, svenne.  <a href="http://raccontidifficili.tumblr.com/post/576203774/case-su-di-me" target="_blank">Spuntò</a> a fatica dalla terra di cemento, bagnato come un marciapiede. Agitò le braccia e la polvere nell’aria. Sono friabile &#8211; urlò &#8211; non costruite case su di me.&#8221;</p>
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		<title>L&#8217;allée</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 14:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non tocchi la spalla del cavaliere che passa, si volterebbe, e sarebbe notte, una notte senza stelle né curve, né nubi. Che ne sarebbe allora di tutto ciò che fa il cielo la luna e il suo passaggio, e il rumore del sole? Dovreste aspettare che un altro cavaliere forte come il primo acconsentisse a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non tocchi la spalla del cavaliere che passa,</p>
<p>si volterebbe,</p>
<p>e sarebbe notte,</p>
<p>una notte senza stelle</p>
<p>né curve, né nubi.</p>
<p>Che ne sarebbe allora</p>
<p>di tutto ciò che fa il cielo</p>
<p>la luna e il suo passaggio,</p>
<p>e il rumore del sole?</p>
<p>Dovreste aspettare che un altro cavaliere</p>
<p>forte come il primo</p>
<p>acconsentisse a passare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Esperimenti</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 14:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se un albero cade in una foresta in cui non c&#8217;è nessuno non fa rumore. Un oggetto guardato da nessuno non ha colore. E allora mi sono chiesta: &#8220;Qualcosa a cui non diamo un nome continua ad esistere ancora?&#8221;. Non ti chiamo con il tuo nome, del resto non lo facevo neanche prima; il nomignolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se un albero cade in una foresta in cui non c&#8217;è nessuno non fa rumore. Un oggetto guardato da nessuno non ha colore. E allora mi sono chiesta: &#8220;Qualcosa a cui non diamo un nome continua ad esistere ancora?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiamo con il tuo nome, del resto non lo facevo neanche prima; il nomignolo che t&#8217;avevo dato mi divertiva troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiamo amico, non c&#8217;è più tempo per questo, tra noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiamo amore, resta il mio rimpianto più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiamo casa, in un edificio senza tetto non ci si protegge. Ci piove dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiamo rifugio, non c&#8217;è possibilità di salvezza se si è nella grotta del leone.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiamo colpevole, sono troppo grande per credere al lupo cattivo che aspetta di nascosto nel buio di un bosco.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiamo speranza, non ti chiamo allegria, non ti chiamo fiducia, non ti chiamo saggezza, non ti chiamo sorpresa, non ti chiamo carezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiamo, ma tu resti.</p>
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		<title>Bambinismi</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 07:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservzioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Diventare grandi&#8230; se uno ci riflette un po&#8217; su, si rende conto che è davvero una cosa strana. Quando sei ancora adolescente, almeno a me è successo così, un giorno decidi di prenderti il tuo spazio. Lasci a casa la tua famiglia, raccogli le tue cose e te ne vai. Nuovi rapporti, nuove esperienze, nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Diventare grandi&#8230; se uno ci riflette un po&#8217; su, si rende conto che è davvero una cosa strana.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando sei ancora adolescente, almeno a me è successo così, un giorno decidi di prenderti il tuo spazio. Lasci a casa la tua famiglia, raccogli le tue cose e te ne vai. Nuovi rapporti, nuove esperienze, nuove strade, nuovi respiri. Tutto nuovo, tutto tuo. Tutto costruito con le tue mani. L&#8217;aiuto degli altri non ti serve. Tu&#8230; tu puoi farcela da sola.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un po&#8217; di anni succede che, magari dopo un periodo un po&#8217; pesante, dopo delle esperienze che ti hanno provata, ti rendi conto che forse avresti proprio bisogno di un po&#8217; di aiuto. Giusto una mano, niente di più, che ti faccia respirare un attimo e che ti tolga un po&#8217; di peso dalle spalle. Che ti regali un momento per poter, finalmente, respirare.</p>
<p style="text-align: justify;">E capita invece che quella man,o non solo non possa aiutarti, ma abbia lei bisogno del tuo aiuto. Allora sbrighi le tue cose in fretta, e corri. Per dare un attimo di respiro a chi ne ha più bisogno di te.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, quello che voglio dire è che non c&#8217;è più tempo, a volte, per essere bambini. E io, che per anni ho cercato la mia indipendenza, che me la sono persino tatuata sotto la pelle quando l&#8217;ho trovata, proprio io certi giorni darei qualsiasi cosa per essere cullata, anche solo per un po&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mantova</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 12:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città]]></category>
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		<description><![CDATA[Mantova è un signore con i capelli e i baffi bianchissimi che saltella nelle pozzanghere con un ombrello in mano e che, sorridendo con occhi di bimbo la  mattina di Natale, ti guarda e ti dice: &#8220;Piove!&#8221;. Mantova è una poesia letta al tavolino di un bar: Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mantova è un signore con i capelli e i baffi bianchissimi che saltella nelle pozzanghere con un ombrello in mano e che, sorridendo con occhi di bimbo la  mattina di Natale, ti guarda e ti dice: &#8220;Piove!&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Mantova è una poesia letta al tavolino di un bar:</p>
<blockquote><p><em style="padding: 0px; margin: 0px;">Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Il mio dura tuttora, né più mi occorrono <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />le coincidenze, le prenotazioni, <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />le trappole, gli scorni di chi crede <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />che la realtà sia quella che si vede<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Con te le ho scese perché sapevo che di noi due <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />erano le tue. </em></p>
<p><em style="padding: 0px; margin: 0px;"><br />
</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Memorandum</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 12:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservzioni]]></category>
		<category><![CDATA[SimplyTg]]></category>
		<category><![CDATA[simplygiulia]]></category>

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		<description><![CDATA[E un giorno ti ritrovi con un telefono in mano e una notizia troppo faticosa da accettare. E un giorno ti ritrovi a sentire la paura insinuarsi in tutte le cellule del tuo corpo. E un giorno ti ritrovi a correre attraverso quei maledetti 700 Km, su un treno troppo lento. E un giorno ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E un giorno ti ritrovi con un telefono in mano e una notizia troppo faticosa da accettare.</p>
<p style="text-align: justify;">E un giorno ti ritrovi a sentire la paura insinuarsi in tutte le cellule del tuo corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">E un giorno ti ritrovi a correre attraverso quei maledetti 700 Km, su un treno troppo lento.</p>
<p style="text-align: justify;">E un giorno ti ritrovi in una corsia d&#8217;ospedale ad ascoltare la voce del tuo migliore amico che urla mentre il dottore cerca di rimettergi a posto le ossa.</p>
<p style="text-align: justify;">E un giorno sei lì a guardare il terrore negli occhi grandi e tristi di suo padre e il respiro trattenuto nella bocca spalancata. Incredula.</p>
<p style="text-align: justify;">E un giorno ti senti dire: &#8220;Dai, guarda il lato positivo: almeno sono riuscito a farti tornare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E un giorno ti ritrovi a pensare che, nonostante tutto, andrà bene.</p>
<p style="text-align: justify;">E un giorno ti ritrovi a prendere, più controvoglia del solito, un treno che ti riporterà sempre troppo lontano da un luogo che consideri, ancora dopo tanti anni, casa tua.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; che spesso pensiamo di essere fatti di acciaio, e ci dimentichiamo della carne molliccia e debole che ricopre le nostre ossa. Spesso dimentichiamo che le persone scivolano via. Scivolano via, a volte, che non hai neanche il tempo di accorgertene. Perdere tempo con sciocchezze, con stupidi giochi, con capricci, con sciocchi problemi è un crimine. Un crimine contro gli affetti che ci hanno cresciuto, che ci hanno fatto quello che siamo. Contro gli affetti che ancora ci aspettano. E&#8217; un crimine. E la punizione, insindacabile, è il più profondo rimorso.</p>
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		<title>Diversamente fisica</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 07:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parola di marmocchio]]></category>
		<category><![CDATA[SimplyTg]]></category>
		<category><![CDATA[marmocchi]]></category>
		<category><![CDATA[simplygiulia]]></category>

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		<description><![CDATA[Era una serata di maggio, molto calda, come sempre succedeva dalle mie parti. Io ero molto piccola e mi ricordo che a scuola mi avevano appena spiegato la differenza di peso tra aria calda ed aria fredda. Mio padre, operaio da una vita -come sempre succedeva dalle mie parti- entrò in camera per accendere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era una serata di maggio, molto calda, come sempre succedeva dalle mie parti.</p>
<p style="text-align: justify;">Io ero molto piccola e mi ricordo che a scuola mi avevano appena spiegato la differenza di peso tra aria calda ed aria fredda. Mio padre, operaio da una vita -come sempre succedeva dalle mie parti- entrò in camera per accendere il ventilatore e io allora lo guardai e, illuminata da un lampo di genio, gli dissi: &#8220;Papi, l&#8217;aria fresca è più pesante dell&#8217;aria calda quindi metti il ventilatore in alto così si sta più freschi&#8221;. Lui mi diede retta, come sempre succedeva dalle mie parti, quella sera di un maggio troppo caldo.</p>
<p style="text-align: justify;">La mattina mi svegliai con la tosse. Lui non disse niente, come sempre succedeva dalle mie parti, ma secondo me pensò, per un attimo, che mandarmi a scuola era veramente un grande spreco.</p>
]]></content:encoded>
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