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	<title>simplygiulia &#187; 15 days of fame</title>
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		<title>Nessuno come te</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 21:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Baskerville non servono gli occhi, sono le mani a sentire. e alle mie mani manchi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://baskerville.wordpress.com/2009/12/16/nessuno-come-te/" target="_blank">Baskerville</a></p>
<p style="text-align: justify;">non servono gli occhi, sono le mani a sentire. e alle mie mani manchi.</p>
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		<title>Come il niente e il nulla</title>
		<link>http://simplygiulia.it/2010/02/04/come-il-niente-e-il-nulla/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Angolo bianco Esiste uno stato dell&#8217;animo poco descritto dalle parole, forse perché non consente né facili giudizi né immediate similitudini. Forse non ha nemmeno un nome, ma viene disegnato con un pugno di aggettivi che cambiano di situazione in situazione, come se fosse l&#8217;appunto a matita di un ritratto. E&#8217; diverso dalla gioia che fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angolobianco.blogspot.com/2010/01/come-il-niente-e-il-nulla.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+AngoloBianco+%28Angolo+Bianco%29" target="_blank">Angolo bianco</a></p>
<p style="text-align: justify;">Esiste uno stato dell&#8217;animo poco descritto dalle parole, forse perché non consente né facili giudizi né immediate similitudini. Forse non ha nemmeno un nome, ma viene disegnato con un pugno di aggettivi che cambiano di situazione in situazione, come se fosse l&#8217;appunto a matita di un ritratto. E&#8217; diverso dalla gioia che fa ballare con gesti imbarazzanti anche il più posato teorico e non c&#8217;entra molto con la malinconia che avvelena tutti i minuti di un giorno. E&#8217; più simile all&#8217;anestesia dei dentisti, che lascia lucidi ed insensibili per un poco. Ti permette di vedere la vita scorrere come dietro ad un vetro, senza il bisogno di sentirne il suo alito su di te. E&#8217; un sentimento che fa volare il tempo, che non mette ipoteche sul futuro prossimo e non ti martella con l&#8217;immagine passata. Deve essere lo stato di chi seziona un cadavere, di chi cancella una città da una cartina, da chi guarda una foresta bruciare e pensa all&#8217;azoto del terreno. E&#8217; una sensazione quasi innaturale, ma non è brutto viverla, il peggio è sapere che è temporanea.</p>
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		<title>Lo sconosciuto</title>
		<link>http://simplygiulia.it/2009/12/14/lo-sconosciuto/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 17:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Searching for more Lo sconosciuto era arrivato a metà settimana, o a fine mese, che importa. Si era accomodato su uno sgabello traballante riservato a qualcun altro, ti aveva sorriso da dietro la schiuma di una birra, e in poco tempo erano giunte le stelle. Lo sconosciuto ti conosceva da sempre, doveva essere così. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://searching.splinder.com/post/21366042/Lo+sconosciuto" target="_blank">Searching for more</a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sconosciuto era arrivato a metà settimana, o a fine mese, che importa.<br />
Si era accomodato su uno sgabello traballante riservato a qualcun altro, ti aveva sorriso da dietro la schiuma di una birra, e in poco tempo erano giunte le stelle.<br />
Lo sconosciuto ti conosceva da sempre, doveva essere così. I gesti, i giorni, le gioie.<br />
Quando incontri qualcuno con cui ridere mentre piangi capisci che la magia vive in ogni affetto. Quando incontri qualcuno che ti combacia capisci che stai facendo bene a fidarti, ad affidarti. Che non ti ferirà, non ti tradirà, questa volta no, non accadrà.<br />
Lo sconosciuto ti combaciava.<br />
Fino a che un giorno ti sei alzato un po&#8217; troppo tardi, sei inciampato in qualcosa che non hai capito, hai domandato senza ricevere risposta. Avresti voluto del tempo per parlare, avresti voluto frantumare ogni scoglio, avresti voluto ricordare com&#8217;era facile risolvere e dare coraggio.<br />
Avresti voluto, santoddio, avresti voluto perchè volere è l&#8217;anima della vita, perchè i desideri disegnano il percorso ma sono le persone a cui ti affidi ad essere il foglio su cui scrivere.<br />
Eppure in poche ore la magia è diventata polline disperso, fondo di bottiglia, mozzicone calpestato. Erano bastate poche ore e all&#8217;improvviso non c&#8217;era più condivisione, non c&#8217;era più rispetto, non c&#8217;era più nemmeno mezzora di vita insieme.<br />
Ed è lì che hai capito.<br />
Lo sconosciuto non è colui che non conosci: quello è l&#8217;inesplorato.<br />
Lo sconosciuto è colui che non riconosci più.</p>
<p>(&#8220;<em>&#8230;Voltati dall&#8217;altra parte, tesoro. Chi ti calpesta lo fa solo perchè ti teme.</em>&#8220;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8230; ciak e cicatrice sia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bomoll L&#8217;attacco l&#8217;anima al muro, ok, ma che sia in bianco e nero. Affondo il cuore in un budello di vincoli, ok, mi sta pure bene, non sono solita sputare nei piatti dove mangio. Sì, ce lo mischio, il sangue con il vomito, sempre roba mia è. E se si rompe la sottile pelle che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bomoll.blogspot.com/2009/10/attacca-lanima-al-muro-e-che-sia-una.html" target="_blank">Bomoll</a></p>
<p>L&#8217;attacco l&#8217;anima al muro, ok,<br />
ma che sia in bianco e nero.<br />
Affondo il cuore in un budello di vincoli, ok,<br />
mi sta pure bene,<br />
non sono solita sputare nei piatti dove mangio.<br />
Sì, ce lo mischio, il sangue con il vomito, sempre roba mia è.<br />
E se si rompe la sottile pelle che separa i due modi di vedere le cose?<br />
amen, cicatrice sia, tanto ormai so che tutto si recupera.<br />
E&#8217; solo questione di tempo.<br />
Aspetterò il meglio del meglio,<br />
sospendo per ora le aspettative,<br />
mi dedico al dòmino del destino.<br />
Cadono una ad una le volontà, ma anche le sofferenze.<br />
Mi sono stancata della coerenza dell&#8217;ombra,<br />
son buoni tutti a sputtanare mentre rimangono nascosti nel buio.<br />
Vigliacca proprio no,<br />
piuttosto mi aggrappo ad un&#8217;inquadratura più stretta, anche se di poco.<br />
Per me che domenica capita solo una volta al mese,<br />
ma la ritengo una fortuna,<br />
perchè per certi mai.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Collettivovoci</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 15:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La segnalazione di questa settimana è particolare. Fatacarabina, che ha ideato questa cosa fantastica, ne parla così: L’idea mi è venuta, adesso vediamo se la mettiamo in pratica. Blogger che leggono brani di altri blogger. Condivisione vocale, testi amati, voci, parole…Io ci provo qui. Chi ci sta, si butti…e intoni. Non metto l&#8217;audio ma &#8220;Tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La segnalazione di questa settimana è particolare. <a href="http://hotelushuaia.blogspot.com/" target="_blank">Fatacarabina</a>, che ha ideato questa cosa fantastica, ne parla così:</p>
<blockquote><p>L’idea mi è venuta, adesso vediamo se la mettiamo in pratica. Blogger che leggono brani di altri blogger. Condivisione vocale, testi amati, voci, parole…Io ci provo <a href="http://collettivovoci.tumblr.com/" target="_blank">qui</a>. Chi ci sta, si butti…e intoni.</p></blockquote>
<p>Non metto l&#8217;audio ma <a href="http://collettivovoci.tumblr.com/day/2009/09/02" target="_blank">&#8220;Tanto passa&#8221;</a> val bene un clic</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Essere John Fante</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 16:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Khenzo Essere John Fante. Bisbigliare parole al pavimento. Avere una vita non più lunga di due righe. Scrivere esattamente ciò che si pensa, o pensare esattamente ciò che si scrive, in modo sublime, scientificamente, non una parola fuori posto. Costruire un personaggio con la precisione di un orologiaio svizzero. Imbastire metafore come se reggessero da sole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilovequentin.it/verdi-colline-hollywood/essere-john-fante" target="_blank">Khenzo</a></p>
<p style="text-align: justify;">Essere <strong>John Fante</strong>. Bisbigliare parole al pavimento. Avere una vita non più lunga di due righe. Scrivere esattamente ciò che si pensa, o pensare esattamente ciò che si scrive, in modo sublime, scientificamente, non una parola fuori posto. Costruire un personaggio con la precisione di un orologiaio svizzero. Imbastire metafore come se reggessero da sole il mondo. Essere <strong>Arturo Bandini</strong>. Il miglior scrittore del mondo, quello de <em>Il cagnolino rise, </em>un perdente patentato, uno scialacquatore di denari, un amante incapace, un essere generoso, altruista, fannullone, fanfarone.</p>
<p style="text-align: justify;">Venire prima del <em>bee boop</em>, essere il bee boop, il <em>free jazz</em>, <strong>Dizzy Gillespie</strong>, un padre fondatore, uno che si fa amare da <strong>Charles Bukowski</strong>. Ce ne vuole per essere amati da Charles Bukowski, a patto di non essere un/quarto di whisky e tre/quarti di Seven Up. O una bella donna. Una donna facile. Più di una notte di seguito. Al mattino, soprattutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che non si sentono più le lancette del pendolo. Ecco che i periodi si accorciano. Ecco lo spirito di Fante/Bandini bussare alla porta. Ma gli spiriti, quelli veri, non bussano. Entrano e basta. Ecco, che tutto tace.</p>
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		<title>Girl</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 10:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Natzuka]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/natzuka/" target="_blank">Natzuka</a></p>
<p><a href="http://simplygiulia.it/wp-content/uploads/2009/07/3549711553_e7d75691d9.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-342" title="3549711553_e7d75691d9" src="http://simplygiulia.it/wp-content/uploads/2009/07/3549711553_e7d75691d9.jpg" alt="3549711553_e7d75691d9" width="332" height="500" /></a></p>
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		<title>Il tuo posto</title>
		<link>http://simplygiulia.it/2009/05/28/il-tuo-posto/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 13:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ti senti di giudicarmi, fallo. Poi però rimettiti in fila. [p.s.v.]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ti senti di giudicarmi, fallo. Poi però rimettiti in fila. <a href="http://www.precipitandosivola.it/peste/il-tuo-posto" target="_blank">[p.s.v.]</a></p>
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		<title>Le lezioni di vita del maestro scatolone</title>
		<link>http://simplygiulia.it/2009/05/16/le-lezioni-di-vita-del-maestro-scatolone/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 08:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[15 days of fame]]></category>
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		<description><![CDATA[Mushin Oggi ho trascorso 15 minuti in compagnia di un maestro di vita: lo scatolone del trasloco (Di che stupirsi? Se un roveto ardente può essere Dio, non vedo perché uno scatolone non possa essere un maestro). Lo scatolone, dall’alto della sua eminente saggezza, mi ha impartito due profondi insegnamenti di validità esistenziale in soli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://mushin.it/blog/uncategorized/le-lezioni-di-vita-del-maestro-scatolone/#more-386" target="_blank">Mushin</a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi ho trascorso 15 minuti in compagnia di un maestro di vita: lo scatolone del trasloco (Di che stupirsi? Se un roveto ardente può essere Dio, non vedo perché uno scatolone non possa essere un maestro).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scatolone, dall’alto della sua eminente saggezza, mi ha impartito due profondi insegnamenti di validità esistenziale in soli 15 minuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insegnamento 1</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La vita è come uno scatolo: quando le cose non entrano più scopriamo che pressando otteniamo nuovo spazio. Ma non abbiamo aggiunto spazio: lo abbiamo sottratto alle cose che c’erano dentro prima. <em>A volte pensiamo di aver risolto un problema, ma ce ne siamo creati solo uno peggiore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insegnamento 2</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La vita è come uno scatolo: lo riempi progressivamente e arrivi al punto di non poterlo riempire ulteriormente, iniziando a pensare di avere bisogno di un altro scatolo. In realtà è solo che hai accumulato progressivamente senza logica d’insieme: se svuoti tutto lo scatolo e rimetti dentro la roba, scopri che ricominciando tutto da capo hai la visione d’insieme, e riesci a fare entrare tutto nello stesso spazio, ma più comodamente. <em>A volte per risolvere un’ insoddisfazione cronica, anche se piccola, occorre rimettere mano a tutto, radicalmente, non basta pressare e sistemare le cose in superficie.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corollario dell’insegnamento 2</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Svuotando lo scatolone scopri che a volte il problema sta nel fatto che avevi gestito male l’inserimento delle cose piccole: le cose piccole inserite prima rubano spazio alle grandi che hai scoperto dopo, che quindi non entrano. <strong>Se qualcosa di grande ed importante non funziona, spesso è perché abbiamo dato più spazio ad una cosa piccola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziando l’illuminato maestro scatolone, accolgo nel mio cuore i semi dei due insegnamenti. Sperando di essere un traslocatore all’altezza di un simile fardello</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da qualche parte nel ventunesimo secolo</title>
		<link>http://simplygiulia.it/2009/03/19/da-qualche-parte-nel-ventunesimo-secolo/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 20:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[15 days of fame]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[Posti &#8211; 8:49 pm (cioè Francesco) Ci son dei posti, secondo me, che quando uno ci va e ci rimane un po’ di tempo, poi dopo quando va via ci lascia dei pezzi suoi, in quei posti, e si porta via dei pezzi nuovi che prima non aveva, e anche se poi passa del tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posti &#8211; <a href="http://www.botulinux.net/8e49/09/05/2008/posti/#" target="_blank">8:49 pm</a> (cioè Francesco)</p>
<p style="text-align: justify;">Ci son dei posti, secondo me, che quando uno ci va e ci rimane un po’ di tempo, poi dopo quando va via ci lascia dei pezzi suoi, in quei posti, e si porta via dei pezzi nuovi che prima non aveva, e anche se poi passa del tempo, quei pezzi nuovi che si è portato via, ogni tanto si fanno sentire, capita che quando hai un momento di difficoltà senti uno di quei pezzi nuovi, che ormai fan parte di te, che ti dice di non preoccuparti, che le cose, alle volte, van guardate con occhi diversi, da quelli che usi di solito.<br />
Perché poi, la cosa strana, gli occhi son sempre i tuoi, puoi avere dei pezzi nuovi, ma gli occhi, quelli, te li porti sempre dietro, e le cose le guardi nel modo in cui sei abituato a guardarle, ci vuole sempre uno di quei pezzi nuovi di cui parlavo prima che ti dice che le cose, alle volte, van guardate con occhi diversi, da quelli che usi di solito.<br />
E a me, questa cosa di portarmi via dei pezzi nuovi anche importanti, più importanti di quelli che mi son portato via da altri posti, è successa in Messico, che saran passati dieci anni, ancora quei pezzi nuovi stan qui, mi dicono delle cose.<br />
Una volta che eravamo in Messico, abbiam chiesto a una persona conosciuta lì dove ci conveniva andare, se al mare o in un altro posto, Magari sai il tempo che fa, al mare, gli abbiam chiesto. Lui ha risposto Cosa chiedi a fare, il tempo che fa, al mare, dipende dalla sorte, il tempo, e anche tutto il resto. Cosa stai a fare qui le previsioni del tempo, vai, e non preoccuparti, diceva.<br />
Allora adesso che io son preoccupato per delle cose che devo fare, c’è questo pezzo che mi son portato dietro che mi dice Cosa stai a fare qui a preoccuparti, è la sorte, vai, e non star qui a preoccuparti.</p>
]]></content:encoded>
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