Tutto quel che sei

Un po’ di tempo fa Calvino scrisse che ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone. Ecco, io penso che alcuni libri siano un po’ come le città di Calvino e quando ho cominciato a leggere “Tutto quel che sei“, non lo sapevo di avere tra le mani un’arma che potesse portare un’oasi di sollievo al mio personale deserto.

Tutto comincia in maniera un po’ ordinaria: l’immediata apparizione del nostro eroe, uomo comune a tratti persino un po’ vigliacco; un evento inaspettato, apparentemente inspiegabile, che spinge il personaggio alla ricerca della verità che si nasconde dietro al mistero; un viaggio.

L’atmosfera è surreale, i personaggi familiari, la prosa leggera e colloquiale. Ma se – come il nostro eroe – scaviamo sotto le apparenze,  possiamo scoprire quanto è incerto il confine tra paura e coraggio e conquistare la consapevolezza finale che quello che ci salva è vicino a noi più di quanto possiamo mai immaginare. Tutto questo, a mio avviso, ha un che di geniale.

Da leggere? Assolutamente sì.

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