E un giorno ti ritrovi con un telefono in mano e una notizia troppo faticosa da accettare.
E un giorno ti ritrovi a sentire la paura insinuarsi in tutte le cellule del tuo corpo.
E un giorno ti ritrovi a correre attraverso quei maledetti 700 Km, su un treno troppo lento.
E un giorno ti ritrovi in una corsia d’ospedale ad ascoltare la voce del tuo migliore amico che urla mentre il dottore cerca di rimettergi a posto le ossa.
E un giorno sei lì a guardare il terrore negli occhi grandi e tristi di suo padre e il respiro trattenuto nella bocca spalancata. Incredula.
E un giorno ti senti dire: “Dai, guarda il lato positivo: almeno sono riuscito a farti tornare”.
E un giorno ti ritrovi a pensare che, nonostante tutto, andrà bene.
E un giorno ti ritrovi a prendere, più controvoglia del solito, un treno che ti riporterà sempre troppo lontano da un luogo che consideri, ancora dopo tanti anni, casa tua.
E’ che spesso pensiamo di essere fatti di acciaio, e ci dimentichiamo della carne molliccia e debole che ricopre le nostre ossa. Spesso dimentichiamo che le persone scivolano via. Scivolano via, a volte, che non hai neanche il tempo di accorgertene. Perdere tempo con sciocchezze, con stupidi giochi, con capricci, con sciocchi problemi è un crimine. Un crimine contro gli affetti che ci hanno cresciuto, che ci hanno fatto quello che siamo. Contro gli affetti che ancora ci aspettano. E’ un crimine. E la punizione, insindacabile, è il più profondo rimorso.




5 Comments
Bello… un abbraccio
…E un giorno ti trovi a leggere le righe di un Blog, di una persona che nemmeno conosci, mentre 2 giorni prima un carissimo amico ha perso sua madre. Lui soffre per la perdita, tu soffri per non poter dividere la sofferenza a metà. Sarebbe una gran cosa saperlo fare. La vita a volte è davvero bizzarra.
Grazie delle belle parole
GF
(…)
Ciao Giuly,
volevo complimentarmi per gli ultimi post del tuo blog. Li ho letti tutti d’un fiato perché oltre ad essere scritti bene credo contengano molto di te. Ti abbraccio e ti ringrazio,
Mic
mi hai fatto venire i brividi…altro che treno mi ci vorrebbe, meglio non pensarci…