Alzi la mano chi non ha mai preparato un Ciobar. Nelle istruzioni sulla confezione c’è scritto che bisogna mettere il contenuto della bustina in un pentolino; aggiungere il latte sì, ma un po’ alla volta; mescolare tutto continuamente e rigorosamente a fiamma bassa. Istruzioni rigorose, istruzioni che ti danno davvero il senso di far qualcosa di delicato, di fragile. Sembra quasi che, se ti distrai anche solo per un attimo, verrà fuori un disastro.
Avete mai provato a preparare un Ciobar mettendo tutto il latte in una volta? E mescolandolo di tanto in tanto a fiamma alta? Viene fuori nello stesso modo di prima. Non buono come una cioccolata calda da pasticceria, certo. Ma bevibile.
Tante volte ho camminato in punta di piedi in un rapporto. Tante volte ho girovagato tra i miei affetti con la stessa attenzione di un elefante in una cristalleria.
Mi guardo indietro, adesso, e capisco che molte di quelle cose che avevo cercato di preparare con tanta attenzione e dedizione erano solo Ciobar.







3 Comments
Quanto hai ragione…
Questo è il tuo primo post che leggo (arrivo qui tramite Skiribilla). Ancora devo leggere il resto, ma volevo commentare subito, e dirti che m’è piaciuto davvero molto. Meglio del ciobar.
Grazie Paolo, soprattutto per il “meglio del Ciobar” ;)