Io, da grande…

Quando ho cominciato a fare l’insegnante il mio lavoro non mi piaceva. Anzi no… a dire il vero non mi piaceva già prima che iniziassi a lavorare, già prima che fossi, secondo la legge italiana, un’insegnante a tutti gli effetti.

In questi anni ho imparato ad apprezzare quello che faccio, ho capito che è impegnativo, che è faticoso ma che ti dà, quando accade, delle soddisfazioni che non sono paragonabili a nient’altro.

E’ solo che mi manca quello che avevo prima.

Mi manca il lavoro solitario in archivio. Mi manca il foglio che vibra tra le mie dita mentre, lentamente, lo volto. Mi manca quella scrittura lineare e decisa, familiare proprio come quella di una lettera di un amico. Una lettera spedita paradossalmente da un posto lontano nel tempo, non nello spazio. Mi manca la consapevolezza di avere tra le mani la storia che qualcuno ha scritto e, nello stesso identico istante, di conservare la storia che un giorno leggerà qualcun altro. Mi manca la compagnia complice di libri ingialliti, da troppo tempo posati su scaffali polverosi che nessuno tocca più. Mi manca il sentire la biblioteca come una seconda casa.

Mi manca il silenzio.

Mai come adesso mi rendo conto che i due anni di ricerca sono stati i più silenziosi che la mia vita abbia mai attraversato. Non credo possa esistere niente di più opposto alla frenesia e al caos che invece sto vivendo adesso.

Capisco l’importanza dell’insegnamento, ma non è quello che terrei per me.

Se solo riuscissi a lasciarlo.

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6 Comments

  1. Posted 18 febbraio 2010 at 6:26 pm | Permalink

    Urca.

  2. Giulia
    Posted 18 febbraio 2010 at 6:42 pm | Permalink

    Sorpreso?

  3. Thunderblue
    Posted 19 febbraio 2010 at 11:47 am | Permalink

    Dammi retta, è una fortuna che tu sia riuscita ad uscire in tempo dalla biblioteca

  4. Giulia
    Posted 19 febbraio 2010 at 3:12 pm | Permalink

    Dici così perché non sai cosa vuol dire non riuscire ad uscire in tempo da un’aula :)

  5. Goldielocks
    Posted 20 febbraio 2010 at 12:36 pm | Permalink

    Bello, mi ha fatto ripensare all’ombra del tempo di Zafon. Non c’è nulla di più rilassante e piacevole di una biblioteca con i libri ingialliti.

  6. Giulia
    Posted 20 febbraio 2010 at 2:35 pm | Permalink

    Grazie :) Anch’io ho letto quel libro anche se devo dire che, esclusa l’aria che si respira tra le sue pagina, la storia in sé non mi è piaciuta tantissimo

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