Esiste uno stato dell’animo poco descritto dalle parole, forse perché non consente né facili giudizi né immediate similitudini. Forse non ha nemmeno un nome, ma viene disegnato con un pugno di aggettivi che cambiano di situazione in situazione, come se fosse l’appunto a matita di un ritratto. E’ diverso dalla gioia che fa ballare con gesti imbarazzanti anche il più posato teorico e non c’entra molto con la malinconia che avvelena tutti i minuti di un giorno. E’ più simile all’anestesia dei dentisti, che lascia lucidi ed insensibili per un poco. Ti permette di vedere la vita scorrere come dietro ad un vetro, senza il bisogno di sentirne il suo alito su di te. E’ un sentimento che fa volare il tempo, che non mette ipoteche sul futuro prossimo e non ti martella con l’immagine passata. Deve essere lo stato di chi seziona un cadavere, di chi cancella una città da una cartina, da chi guarda una foresta bruciare e pensa all’azoto del terreno. E’ una sensazione quasi innaturale, ma non è brutto viverla, il peggio è sapere che è temporanea.
- Prego, entra. Sistemati nel mio nuovo spazio, mettiti comodo. Mentre ti guardi intorno io ti spiego un paio di cose, giusto per sapere come funziona da queste parti. Qui puoi trovarci di tutto, cose che vivo (i miei fatti personali, per intenderci), cose che leggo, cose che incrocio per caso (e non) qua e là. Insomma, a voler cercare bene, qualcosa di carino la si trova sempre. Come al mercato delle pulci. Nel caso in cui non ti piaccia scavare puoi sempre ricevere quello che scrivo in tempo (quasi) reale cliccando sul bottone qui sotto.

15 days of fame
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2 Comments
tutto è temporaneo, in effetti. solo che a noi a volte sembra che qualcosa non finisca mai.
un’attimo di “divina indifferenza” forse… molto breve purtroppo.