Non scrivo e non mi va di farlo. Non so se ci sono delle cose che voglio dire. E comunque non credo che sarei in grado di metterle nero su bianco. E’ che cerco di essere il più pragmatica possibile. Lavoro, cucino, lavo, università, pranzo, ceno (dentro e fuori) e poi cinema, serie tv, social network, email, telefonate, libri, chiacchiere, palestra, treni, alberghi, incontri. Ho programmato tutto. Non un attimo per fermarmi, non un attimo per prendere fiato, non un attimo per pensare.
E invece basta un secondo, un maledetto secondo di distrazione mentre dormo, in una notte di un fottutissimo febbraio.
C’era un filo lunghissimo che li legava, in qualunque posto essi fossero. Poi la sveglia suonò.
… before the good times fly away



