“trova qualcuno che abbia scritto di quelle cose e citalo” -thursdaynext
Quando lo salutai, prima della sua partenza per l’aeroporto, alzai la sua valigia: era pesante.Fu così che capii che mi stava lasciando.Mi chiesi se dovevo fermarlo. Se dovevo sbatterlo a terra e costringerlo ad amarmi. Lo volevo tenere spalle a terra e urlargli in faccia.Lo seguii fin laggiù.Restai a guardarlo tutta la mattina. Non sapevo come parlargli. Restai a guardarlo scrivere nel quaderno. Lo guardai chiedere alla gente l’ora, anche se tutti non facevano altro che indicargli il grande orologio giallo sulla parete.Era stranissimo, vederlo da lontano.C’erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero del male a me.Misi la mano su di lui. Per me è sempre stato così importante toccarlo. Una cosa per cui sono vissuta. E non ho mai saputo spiegarla. Toccatine da niente. Le mie dita contro la sua spalla. I lati delle nostre cosce che si sfioravano mentre ci stringevamo in autobus. Non sapevo spiegarlo, ma ne avevo bisogno. A volte immaginavo di cucire insieme tutte le nostre piccole toccate. Quante centinaia di migliaia di dita che si sfiorano servono per fare l’amore?Quando lo salutai, prima della sua partenza per l’aeroporto, alzai la sua valigia: era pesante. Fu così che capii che mi stava lasciando. Mi chiesi se dovevo fermarlo. Se dovevo sbatterlo a terra e costringerlo ad amarmi. Lo volevo tenere spalle a terra e urlargli in faccia. Lo seguii fin laggiù. Restai a guardarlo tutta la mattina. Non sapevo come parlargli. Restai a guardarlo scrivere nel quaderno. Lo guardai chiedere alla gente l’ora, anche se tutti non facevano altro che indicargli il grande orologio giallo sulla parete. Era stranissimo, vederlo da lontano.
C’erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero del male a me. Misi la mano su di lui. Per me è sempre stato così importante toccarlo. Una cosa per cui sono vissuta. E non ho mai saputo spiegarla. Toccatine da niente. Le mie dita contro la sua spalla. I lati delle nostre cosce che si sfioravano mentre ci stringevamo in autobus. Non sapevo spiegarlo, ma ne avevo bisogno. A volte immaginavo di cucire insieme tutte le nostre piccole toccate. Quante centinaia di migliaia di dita che si sfiorano servono per fare l’amore?
Jonathan Safran Foer
E ce ne sono ancora. E ancora.




2 Comments
cercavo l’autore di questo stralcio che mi piace molto e ho trovato un nick familiare :) sono contento che mi abbia dato la possibilità di leggere questa parte e che dopotutto sia stata proprio tu :) ti ringrazio!
Ma che bello! Grazie a te :)