Sì dai, lo scrivo

Eppure non esiterei un istante a tenderti una mano e stringere la tua.

Mi farei “sentire”, ecco. Ti sussurrerei qualcosa di buffo all’orecchio e ti guarderei sorridere. Mi ingegnerei che neanche hai idea pur di temporeggiare, pur di trattenerti. Ti racconterei le storie più belle. E se quelle non bastassero ne inventerei delle nuove. E poi passeggiate lunghissime; conosco dei posti che vanno assolutamente visti. So anche dove fanno il gelato più buono del mondo, vorrei lo assaggiassi. C’è una mia amica che dipinge divinamente, vorrei ti ritraesse. E poi ho questi amici che sono degli alluvionati sì, ma con un basso due chitarre e una batteria fanno quel che gli pare. Loro scriverebbero per te la canzone più bella. So che lo farebbero. E vorrei leggessi alcuni racconti e avere una tua opinione. Vorrei guardassi la mia gatta e il mio cane mentre si accoccolano insieme. E poi vorrei farti provare cosa si prova mentre corri e canti contemporaneamente, fino allo sfinimento. Sotto la pioggia, sotto il sole…

Non lascerei mai la tua mano, quella che t’ho dato all’inizio, almeno fino a quando non dimenticherai che te la stavo tenendo. Ti farei vivere tutto senza risparmio, d’un fiato, fino a quando non scorderai quello che in silenzio stavi pensando e pianificando.

Letta tanto tempo fa in un posto lontano, tornata in mente ieri. Non è ansia da prestazione. E’ solo voglia di poter regalare qualcosa di simile. Tutto qua.

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