1, 2, 3…

Oggi ho dovuto consolare uno dei marmocchi. A dire il vero ero partita con l’idea di sgridarlo perché, ad un certo punto, ha urlato in maniera inumana proprio al centro del corridoio, subito fuori dalla mensa. Dopo aver contato fino a 10 gli ho chiesto perchè l’avesse fatto. Lui mi ha detto: “Pensavo di perdere i miei compagni”. Lì per lì mi è sembrato un po’ strano (sono passati nove mesi dall’inizio dell’anno e queste cose dovrebbero essere più che superate), comunque l’ho preso per mano, davanti alla porta della classe e gli ho detto: “Contiamo i passi fino ad arrivare alla mensa”. C’erano esattamente 30 passi. Con tutta la pazienza che mi era rimasta in corpo gli ho spiegato che 30 passi non sono poi tanti, che basta girare l’angolo e si vede già la porta della classe, che i compagni in così poco spazio non si possono perdere e che non c’era assolutamente nessun bisogno di urlare. Alla fine l’ho convinto.

Ho ripensato a tutto ciò nel pomeriggio e mentre lo spiegavo ad un amico, ho capito. Le persone non sono dei punti di riferimento. Non sono la posta, la strada, una statua… te lo sai che queste cose sono ferme sempre lì. Non ti puoi sbagliare: cento metri a sinistra della chiesa tal dei tali e sei a lavoro. 

Ma le persone no, le persone si muovono. Le persone un attimo ci sono e un attimo dopo no. Andare sempre a sinistra non risolve nulla. E lui, il marmocchio intendo, questa cosa proprio non ci riusciva ad accettarla. Contare i passi sì. La sua classe è a 30 passi dalla mensa, giusto dietro l’angolo. E nella classe ci sono i suoi compagni. Facile! 

Sembra una cosa sciocca, ma pensiamoci… chi non ha mai pensato di non essere all’altezza di qualcuno perchè gli sembrava troppo lontano? Alzi la mano chi non ha mai rinunciato perchè pensava che davanti a se ci fossero mille chilometri, mentre erano solo due passi.

Alzi la mano, per favore, chi non si è mai sentito perso perchè non trovava più i suoi compagni e si è messo ad urlare non sapendo che fare. Eppure bastava contare i passi:

30 passi: facile, mi basta girare l’angolo e ci sono!

125 passi: cavolo è un po’ lontano. Che faccio, corro?

234.403.992 passi: stop. Cambio percorso

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5 Comments

  1. Marco (machms)
    Posted 9 maggio 2009 at 10:24 am | Permalink

    Bellissimo, sarebbe da stampare e leggere ogni mattina prima di affrontare il mondo…

  2. Posted 9 maggio 2009 at 10:46 am | Permalink

    Che bello quel che hai scritto, e che interessante. Ci penserò oggi…

  3. Posted 9 maggio 2009 at 12:09 pm | Permalink

    Porca mignotta…
    ora comincerò a contare…
    nessuno forse è così lontano, dici eh?

  4. Giulia
    Posted 9 maggio 2009 at 5:00 pm | Permalink

    Fata, Marco, grazie :)

    Bk, non lo so se è possibile che ci sia qualcuno così lontano. Ma anche se fosse, averne la certezza matematica sarebbe un grosso passo per farsene una ragione e andare avanti

  5. Posted 13 maggio 2009 at 1:32 pm | Permalink

    Chi è abituato a fare strada, a viaggiare a piedi, scopre dopo poco che più sono i passi da fare, più hanno valore le mete che si devono raggiungere. Che sia la vetta della montagna, il paese dietro la collina, l’amico, l’amore.

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